Invitiamo gli utenti che hanno disabilità visiva a leggere la sezione informativa sull'accessibilità del presente sito per usufruire al meglio dei servizi messi a disposizione dal WWF Italia - 
 Inizio menù supporto alla navigazione : 
 - 
salta ai contenuti della pagina
 - 
salta all'indice delle sezioni
 - 
Leggi la pagina d'aiuto sull'accessibilità del sito
Fine menù
Per ricevere la Newsletter ed essere
informato sulle nostre iniziative inserisci qui la tua email e clicca su OK.
Ho letto l'informativa sulla privacy

Specie e minacce

generic image Forum generic imagegeneric imagegeneric image
Sono sette le specie di tartarughe marine, presenti in tutti i mari del mondo. Tre frequentano il Mar mediterraneo

 

Il Mediterraneo è frequentato da tre specie di tartarughe marine: la Caretta caretta, che è la più comune, la Chelonia mydas, la cui distribuzione è limitata alla parte più orientale del bacino, e la Dermochelys coriacea, che a differenza delle altre non si riproduce in questo mare.

Caretta caretta (WWF Canon I.Vega)Pur essendo perfettamente adattati alla vita marina, questi animali sono ancora legati alla terraferma per una sola ma fondamentale fase della loro vita: la riproduzione. Nella maggior parte delle specie le femmine depongono di notte, in modo da evitare le alte temperature del giorno che potrebbero risultare fatali. Lo sforzo richiesto per la rispoduzione è notevole e può durare anche diverse ore. In una buca preparata con cura nella sabbia la femmina depone un centinaio di uova che, se tutto va bene, si schiudono circa due mesi più tardi.

Appena nate, le piccole tartarughe scavano assieme verso la superficie, poi corrono freneticamente verso il mare, dove nuotano ininterrottamente anche per tre giorni, in modo da raggiungere al più presto il mare aperto. Gran parte dei piccoli finiscono vittime di predatori presenti in gran numero sia sulla spiaggia che nelle acque vicino la costa.

Tartaruga verde (Chelonia mydas) WWF/Canon J.FreundDopo alcuni anni trascorsi in mare aperto, i giovani della maggior parte delle specie si avvicinano alle coste e iniziano a frequentare i fondali bassi: sono ormai abbastanza grandi da non dover più temere quei predatori ai quali sono scampate da piccoli. Raggiunta la maturità sessuale, stimata tra i 15 e i 30 anni di età, le tartarughe compiono periodicamente spostamenti anche di migliaia di chilometri per raggiungere i luoghi di riproduzione che, perlomeno in alcune specie, sono gli stessi dove sono nate. Ciò non avviene necessariamente ogni anno e può variare a seconda della specie e del sesso; di solito la femmina si riproduce ogni 2-3 anni, con 2-4 deposizioni per volta.

Molti aspetti della biologia delle tartarughe sono ancora poco chiari, principalmente a causa delle difficoltà di studiare animali che vivono in mare. Ciò rende più difficile valutare appieno i loro problemi e trovare le opportune soluzioni per risolverli.  Tutte le specie di tartarughe marine sono considerate in pericolo di estinzione: dopo decine di milioni di anni gli oceani rischiano di perdere per sempre alcuni dei loro ospiti più affascinanti.

Le minacce

 
Ogni anno in Italia vengono deposti circa 30 nidi localizzati per la maggior parte tra la Sicilia meridionale e la Calabria Jonica. Nell'intero bacino del Mediterraneo se ne contano circa 7.200.

Alberghi, locali, strade, centri balneari, ecc possono spaventare una femmina che voglia deporre, ma anche nel caso riesca a farlo le probabilità di successo sono basse: gli ombrelloni possono danneggiare il nido o, facendo ombra, abbassare la sua temperatura; i mezzi meccanici per la pulizia della sabbia possono compattare la sabbia sopra al nido, rendendo difficile ai piccoli uscire in superficie; le luci possono confondere i piccoli che anziché raggiungere il mare vengono attirati altrove, ad esempio su una strada.

A mare è l’attività di pesca a costituire il principale problema per le tartarughe. Si stima che ogni anno circa 150 mila tartarughe marine finiscano catturate nelle attrezzature da pesca, di queste 50.000 muoiono. Ovviamente la loro cattura non è intenzionale ed è anzi di intralcio al lavoro di bordo, ma il pescatore non può evitarlo e l’unica cosa che può fare è rilasciare la tartaruga nelle migliori condizioni possibili (vai alla pagina Cosa puoi fare). 

I metodi di pesca più importanti da questo punto di vista sono il palangrese, lo strascico e la rete da posta. Il palangrese è costituito da una lenza con centinaia di ami ed è il metodo che cattura il maggior numero di tartarughe. Lo strascico utilizza una rete che viene trainata sul fondo del mare e se la rete viene tenuta sott’acqua a lungo le tartarughe catturate possono annegare. La mortalità è molto maggiore per la rete da posta fissa, dato che in questo caso la rete resta sommersa per molte ore.

Sì, voglio adottare una tartaruga marina  >>

 

Segnala questo articolo ad un amico

Il tuo nome * La tua email *
Nome Destinatario * Email Destinatario *

Tartarughe marine in salvo in Calabria 7/7/2010
Tartarughe marine in salvo in Calabria
Una piccola tartaruga marina, incappata negli ami di un palangaro, è stata salvata grazie all’intervento di alcuni sub di Amantea, un'altra liberata a Tropea
Turtle Week 16/6/2010
Turtle Week
Per una settimana eventi di sensibilizzazione per la protezione delle tartarughe marine
Campi di volontariato per le tartarughe marine 16/6/2010
Campi di volontariato per le tartarughe marine
Partecipa ai campi di volontariato WWF in difesa delle tartarughe marine: le attività in Sicilia, Calabria e Basilicata
Fine contenuto della pagina
Bookmark and Share generic image