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Monitoraggio satellitare
Scoprire gli spostamenti delle tartarughe grazie alle tecnologie del tracking satellitare
Dieci maschi adulti di tartaruga marina della specie Caretta caretta sono stati rilasciati dal WWF dall'isola di Lampedusa (vedi foto a lato): a ciascuno di essi è stata applicata una speciale trasmittente satellitare. In questo modo sarà possibile seguirne gli spostamenti e ricevere anche alcune informazioni sulla loro attività a mare. Le tartarughe marine coprono infatti grandi distanze, spostandosi tra zone di alimentazione e tra queste e le zone di riproduzione, ma non molto si sa delle loro rotte. Questa operazione è stata svolta nell'ambito del progetto di tracking satellitare del WWF Italia che mira a raccogliere preziose informazioni sulla vita di questi animali a mare e in particolare degli elusivi maschi. Infatti mentre le femmine vengono a terra per deporre le uova e possono così essere marcate con targhette tradizionali o seguite tramite tracking satellitare, i maschi rimangono sempre in mare ed è difficile studiarne gli spostamenti e le migrazioni riproduttive.
Queste informazioni sono fondamentali per comprendere dove e quando le tartarughe, in grado di compiere spostamenti di migliaia di chilometri, sono più vulnerabili alle attività umane e in che modo possono essere più efficacemente protette. I due esemplari sono stati catturati accidentalmente da imbarcazioni a strascico che collaborano con il Centro Recupero tartarughe marine del WWF a Lampedusa, diretto dalla biologa Daniela Freggi, che da anni si occupa del recupero e dello studio ai fini della conservazione di questi rettili marini nell'area.
Al carapace della tartaruga, per mezzo di una colla speciale, viene applicata una trasmittente di circa 200 grammi che raccoglie varie informazioni sulla temperatura e sui tempi di immersione e periodicamente le trasmette ad un sistema di quattro satelliti in orbita polare a 850 km di altezza. Grazie a questo segnale i satelliti calcolano anche la posizione della tartaruga.
Segui il viaggio della tartaruga "Kleos", dal sito seturtle.org (clicca su “I accept”)
Grazie ad una collaborazione con l’Università di Pisa, nel Marzo 2007 è stato avviato il monitoraggio satellitare di tre giovani esemplari di Caretta caretta catturati accidentalmente da reti a strascico. Questo progetto intende studiare i movimenti di esemplari che frequentano i fondali bassi del Mediterraneo centrale.
Segui i movimenti di questi esemplari sul sito seaturtle.org (clicca su “I accept”)
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