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Gli avvocati dell'orso
Mediatori culturali del WWF informano le popolazioni che vivono a stretto contatto con l'Orso

Nel caso dei grandi carnivori come l’orso sono inevitabili situazioni conflittuali, ad esempio con gli allevatori, che possono subire danni più o meno gravi. La mitigazione dei conflitti è quindi uno dei capisaldi fondamentali per garantire la sopravvivenza di queste specie nei territori antropizzati, quali sono ormai le Alpi. Per raggiungere tale obiettivo sono necessari operatori specializzati nella comunicazione diffusa sul territorio, chiamati “avvocati dell’orso”, come già sperimentato in questi anni dal WWF Austria.
Il WWF Italia ha perciò deciso di investire nella formazione dei suoi operatori che diventano “avvocati dell’orso”, mediatori culturali pronti a incontrare i residenti più “a rischio” nei territori interessati dalla presenza dell’orso e in quelli dove l’orso può arrivare dopo lunga assenza. Solo se i residenti nelle piccole frazioni, gli allevatori, gli agricoltori, gli apicoltori troveranno degli interlocutori validi, in grado di informarli correttamente sulla peculiare biologia dell’orso, sui possibili problemi determinati dalla presenza della specie, capaci di prospettare soluzioni e di indicare alcune scelte possibili, sarà possibile ragionare sulla convivenza tra uomo ed orso e non solo sugli aspetti problematici del rapporto con il plantigrado.
LEGGI L'ARTICOLO SU DNEWS DEL 2 FEBBRAIO 2009
Gli avvocati dell’orso hanno proprio questo compito, oltre a quello, altrettanto importante, di informare i residenti sulle politiche locali in tema di rimborso dei danni e messa in sicurezza degli impianti. La loro azione consiste quindi nel porsi come interfaccia tra i progetti attivi a livello alpino e le esigenze reali e pratiche delle popolazioni montane, scendendo dal generale fino agli esempi pratici adeguati alle singole realtà aziendali.
Da una parte informano e propongoo gli strumenti disponibili per risolvere alcuni dei problemi derivanti dalla presenza dell’orso in zona, dall’altra ascolterano le esigenze locali per trasmetterle alle autorità competenti. Il tutto naturalmente in pieno accordo con le amministrazioni pubbliche competenti.
Sulle Alpi italiane l’importanza di una figura come l’avvocato dell’orso è stata sperimentata nell’autunno 2002 nel Parco Alto Garda Bresciano, con uno specifico progetto di comunicazione itinerante a piedi di circa una settimana, mediante il quale sono stati contattati gran parte dei residenti delle frazioni e delle abitazioni isolate del Parco, i soggetti maggiormente a “rischio” e, allo stesso modo, i più pericolosi per la sopravvivenza della specie.
L’iniziativa, svolta dopo il passaggio del primo orso in zona, serviva a rendere consapevoli della possibilità del suo ritorno, a comunicare le iniziative del Parco e della Regione Lombardia e a far conoscere gli operatori in grado di accertare eventuali danni ad animali e cose. In seguito, la presenza di un giovane, curioso e invadente orso nell’Alto Garda Bresciano ha creato più curiosità ed interesse che reale allarmismo, pur se sono stati frequenti i contatti ravvicinati ed i danni a cose ed animali, mentre l’arrivo di un orso nella vicina Val Sabbia e Val Camonica, dove non era mai stata svolta informazione di questo tipo, ha scatenato una reazione ben più veemente.
Per saperne di più sul progetto orso del Parco Adamello Brenta




