Le foreste nel mondo
Appena il 13 per cento delle foreste nel mondo è protetto
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Questi ecosistemi sono di vitale importanza per il Pianeta. Le foreste, infatti, contribuiscono alla tutela della biodiversità (le foreste tropicali, che coprono appena il 7 per cento della superficie del pianeta, ospitano circa la metà delle specie animali e vegetali) e alla conservazione delle acque e del suolo, forniscono legno e funzionano come serbatoi di assorbimento del carbonio. Oltre due terzi di tutta l’area forestale mondiale si trovano in soli 10 paesi: Australia, Brasile, Canada, Cina, Repubblica Democratica del Congo, India, Indonesia, Perù, Russia e USA.
Secondo i dati contenuti nel rapporto Valutazione delle Risorse Forestali Mondiali 2005 della FAO, l’11 per cento delle foreste mondiali svolge prima di tutto un ruolo di conservazione della diversità biologica. Sono circa 348 milioni, invece, gli ettari di boschi che svolgono un ruolo legato alla difesa del territorio e la conservazione delle acque, per evitare il pericolo di valanghe e contrastare la desertificazione e per stabilizzare le dune sabbiose e proteggere le zone costiere. Un terzo delle foreste del pianeta sono poi impiegate per la produzione di legname, di fibre e di prodotti non legnosi, e per più della metà di esse questa produzione rappresenta una delle attività principali della loro gestione, con enormi ricadute sulle economie locali, nazionali ed internazionali.
Inoltre le foreste sono importanti serbatoi per l’assorbimento del carbonio: l’ammontare di carbonio immagazzinato nella sola biomassa forestale è di circa 283 miliardi di tonnellate, sebbene tra il 1990 ed il 2005 esso sia calato di 1,1 miliardi di tonnellate all’anno. Il carbonio conservato nella biomassa forestale, nel legno morto, nel suolo e nell’insieme di foglie morte e in decomposizione che costituiscono la lettiera forestale è circa il doppio dell’ammontare di carbonio contenuto nell’atmosfera.
Ogni anno secondo la FAO nel mondo si perdono circa 13 milioni di ettari di foreste. Circa 25 ettari al minuto, pari a 36 campi di calcio. Le cause sono lo sviluppo urbano, il taglio illegale, la conversione ad uso agricolo dei suoli, gli incendi, i cambiamenti climatici. Le foreste primarie – quelle senza tracce visibili di attività umane passate o presenti – rappresentano il 36% del totale, ma vengono distrutte, o modificate, al ritmo di 6 milioni di ettari all’anno a causa della deforestazione o dello sfruttamento selettivo delle foreste. Appare in diminuzione invece la perdita netta di foreste, grazie ai programmi di riforestazione in alcune zone e alla naturale espansione delle foreste esistenti. La perdita netta annuale di area boschiva tra il 2000 ed il 2005 è stata di 7,3 milioni di ettari – un’area pari alle dimensioni della Sierra Leone o di Panama – ma comunque inferiore a quella stimata per il decennio 1990-2000, che era stata di 8,9 milioni di ettari l’anno. La zona più colpita è stata il Sudamerica con circa 4,3 milioni di ettari di foreste persi all’anno, seguita dall’Africa che ne ha persi 4 milioni di ettari.
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