Il WWF in Amazzonia
Dal 2006 il WWF ha lanciato le Keystone Iniziatives, un numero di iniziative di largo impatto con obiettivi di conservazione di ampio respiro da raggiungere nell’arco di tre anni. A tale gruppo appartiene l’Amazon Keystone Iniziative...
L’Amazon Keystone Iniziative è un programma ambizioso,
che ha come obiettivo centrale la creazione di un sistema di aree protette che assicurino la conservazione e lo sviluppo sostenibile del 10% dell’area totale dell’Amazzonia.
All’interno di queste aree il WWF lavora anche per ridurre l’impatto dei progetti di sviluppo su larga scala e per assicurare alle generazioni future l’uso sostenibile di habitat chiave quali la foresta e il sistema di acque dolci del bacino del Rio delle Amazzoni.
Non a caso, uno degli obiettivi dell’Amazon Keystone Iniziative è rappresentato dall’assicurare sostegno a lungo termine all’ARPA (Amazon Region Protected Area Programme) un programma creato nel 2002 dal WWF, con il diretto coinvolgimento del governo brasiliano, della Banca Mondiale, il Ministero dell’Ambiente italiano e numerosi altri partners.
L’ARPA
L’ARPA è un’iniziativa a lungo termine che mira, attraverso la creazione di una rete di aree protette, alla salvaguardia di 50 milioni di ettari, un territorio grande quanto la Spagna. Nell’arco di un decennio ARPA si propone di proteggere le regioni dell’Amazzonia più importanti per la biodiversità organizzandole in una rete di parchi e riserve ben gestiti.
Uccelli, mammiferi, pesci, anfibi sono il tessuto connettivo, imprescindibile e vitale della foresta, salvaguardare i loro equilibri e ritmi biologici è fondamentale. Un tale obiettivo deve essere raggiunto attraverso il coinvolgimento di tutti i paesi toccati da quest’enorme e meraviglioso polmone verde e assicurando il sostentamento alle popolazioni che vivono nella foresta e che da essa dipendono.
L’ARPA si propone infine di ridurre il drammatico tasso di deforestazione creando una ‘collana’ di nuove aree protette che dovrà servire come barriera naturale per arrestare il taglio indiscriminato degli alberi. Il programma prevede di concentrare la sua azione su 79 aree protette, di cui 44 da istituire, 21 già esistenti da migliorare nella gestione e 14 riserve a gestione sostenibile, per un totale di 120 milioni di ettari.
Tra quelle prese in considerazione, il WWF ha ricevuto un contributo del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del Mare per il supporto e lo sviluppo di due aree: Acre Purus e Itenez Mamorè.
Acre e Purus
L’obiettivo in queste zone è sia quello di ridurre il tasso di deforestazione del 30% entro il 2016, sia quello di avviare una gestione del territorio basata sui principi dello sviluppo sostenibile. Uno dei problemi principali di questa regione è dato dalle attività di pesca.
Il pesce, essendo la principale proteina animale nell’alimentazione delle popolazioni locali, vale come l’oro. Il WWF sta quindi tentando di combattere l’eccessivo sfruttamento ittico del fiume Purus e incrementarne la produttività, lavorando alla realizzazione di una Gestione Integrata del Bacino Fluviale con il coinvolgimento dei pescatori, del governo locale e di quello federale.
Itenez e Mamorè
24 milioni di ettari compresi tra la Bolivia nord-orientale e il Brasile sud-occidentale che racchiudono l’Itenez e il Mamorè, due dei quattro affluenti del maggiore affluente del Rio delle Amazzoni, il Madeira. Questo corridoio tutelato, costituito da un mosaico di aree protette, rappresenta l’ultima foresta climatica rimasta nello stato di Rondonia.
Tuttavia i suoi confini sono minacciati da una cintura di piccole fattorie e grandi piantagioni agricole, che premono contro la vegetazione, desiderose di conquistare nuovi spazi.
Il WWF sta concentrando i propri sforzi su quest’area poiché essa rientra nel progetto del Complesso del Madeira, che dovrebbe collegare il Brasile al Pacifico attraverso una combinazione di fiumi e vie di trasporto terrestri, con conseguenti gravi danni per l’habitat originario che rischia di subire pesanti trasformazioni. Pur non potendo impedire la realizzazione del progetto il WWF sta cercando di limitare i danni al minimo.
La ‘vision’ è che entro il 2050 il Settore Tutelato di Itenez Mamorè mantenga una porzione significativa del 70% dell’area come ecologicamente funzionale con le foreste e gli habitat d’acqua dolce interconnessi. Anche in questa zona, infine, il WWF mira ad abbattere del 30% il tasso di deforestazione.
I risultati
I risultati raggiunti sono moltissimi ed è impossibile elencarli tutti. Eccone alcuni.
• In 4 anni 20 milioni di ettari di foresta amazzonica sono stati protetti.
• 500 000 ettari di foresta sono stati certificati con il marchio FSC (Forest Stewardship Council) che garantisce una gestione sostenibile della foresta e un conseguente consumo del legno moderato e legale.
• Dal 1985 sono stati avviati progetti di agricoltura sostenibile, economia agroforestale, educazione ambientale ed ecoturismo in 35 villaggi vicini alla riserva di UNA in Brasile. (Secondo alcuni studi UNA è l’unico luogo al mondo dove in un solo ettaro vivono ben 450 diverse specie di alberi).
• Dei 375 000 km2 di territorio previsti in un arco di dieci anni, l’ARPA, dalla fine del 2006, ha creato in Brasile più di 235 000 km2 di parchi e riserve (tra questi il Tumucumaque Mountains National Park), un’area pari circa alla Svizzera.
• Nel giugno 2006 con il supporto del WWF è stato creato lo Juruena National Park, un territorio di quasi due milioni di ettari.
Una nostra spedizione ha permesso di scoprire in questa zona nuove specie di uccelli, mammiferi, primati, rettili, pesci e anfibi.
• Nel febbraio del 2007 nella Guyana francese è stato creato un parco dell’estensione di due milioni di ettari (20 000 Km²). Il parco sarà a sua volta collegato a una serie di altre aree protette del vicino Brasile, incluso il già citato Tumucumaque National Park, il Grao Parà Station, e la recente Maicuru Reserve. Nel suo insieme questa rete transnazionale di aree protette totalizza più di 12 milioni di ettari (120 000 Km²) e rappresenta la più vasta estensione di foresta tropicale protetta del mondo. Negli ultimi 15 anni il WWF Francia ha supportato la creazione di questo parco che servirà a proteggere l’habitat di specie minacciate come il giaguaro (Panthera onca) e l’arpia (Harpia harpyja).
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