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Blitz della Giunta regionale marchigiana: abolizione illecita di molti Siti di Importanza Comunitaria

Forum
20/11/2009 - La Giunta della Regione Marche propone la riduzione dei Siti di Importanza Comunitaria in particolare nella Provincia di Pesaro.

La Giunta Regionale propone la riduzione dei Siti di Importanza Comunitaria in particolare nella Provincia di Pesaro.

Tutto questo accade dopo vari mesi di lavoro dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Marche e dell’Università di Ancona proprio sulla sostenibilità scientifica dei Siti di Importanza Comunitaria, al fine di effettuare una seria verifica sui confini di tali aree ed operare modifiche a qualche reale situazione difficile. Queste indagini, serie e qualificate, hanno portato alla sostanziale conferma di tali aree nelle Marche. Il Presidente Spacca annulla tutto e delibera una decisione scandalosa.

Una delibera dove si esprime energicamente il voto contrario dell’assessore all’ Ambiente Marco Amagliani e dove è assente l’Assessore del partito dei Verdi.

E’ fin troppo evidente che si tratta di un regalo ai cacciatori, un’azione  incurante della tutela del nostro territorio e a solo scopo elettoralistico, caratterizzata da una rozza ricerca di consenso del solito gruppo politico pesarese capace di imporre alla Regione Marche le peggiori politiche venatorie d’Italia.

Il WWF Marche, sconcertato da questi soprusi, percorrerà tutte le strade possibili contro questo provvedimento, con azioni legali presso il Tar, ricorsi alla Commissione Europea e tutto quello che sarà opportuno per l’annullamento di questa infausta delibera.

Questo scandaloso provvedimento, nella nostra realtà legale, è del tutto inapplicabile ed al di fuori di qualunque norma sia della legislazione italiana che di quella comunitaria. Essa è infatti in palese contrasto con il Decreto ministeriale n.357/97 di applicazione della Direttiva Habitat e con le norme di iter procedurale per la costituzione e la modificazione dei siti contenute nella Direttiva comunitaria stessa.

Al di fuori di qualunque improbabile interpretazione deregolatoria e localistica, non è possibile con un atto amministrativo regionale attuare una diversa procedura di approvazione e modifica dei Siti di Importanza Comunitaria che è esclusivamente ed unicamente delegata agli organi decisionali di Bruxelles.

Questo “strano” intervento della nostra Giunta regionale non può e non potrà avere alcun seguito e la Giunta stessa sarà costretta a ritirarlo o a non poterlo legittimamente applicare.

Alcune Regioni hanno già tentato, generalmente su spinta delle Associazioni venatorie, di variare autonomamente i confini di queste aree comunitarie (che non sono né parchi né aree protette come talvolta si è voluto intendere ma Siti di Importanza Comunitaria che è tutt’altra cosa) ma  hanno dovuto rapidamente ricredersi e ritirare le proposte.

A brevissima sintesi si ricorda che il processo di individuazione e perimetrazione dei Siti prevede un collegio di esperti qualificati (botanici, zoologi ed ecologi) individuati dalla Comunità Scientifica che analizza il territorio e qualifica le zone. Le schede vengono inviate dalle Regioni al Ministero competente che successivamente le invia alla Commissione europea di Valutazione e Verifica anch’essa costituita da esperti di settore che provvedono, dopo verifica, alla validazione delle schede territoriali. Solo una volta approvate e validate vengono ritrasmesse ai governi nazionali e quindi, in Italia e alle regioni . A questo iter non c’è deroga.

Come può legittimamente pensare, prima la Provincia di Pesaro poi la Giunta regionale, di far approvare la totale cancellazione e riformulazione di questi siti solo sulla base di un parere politico non scientificamente validato e trasmesso da un ufficio urbanistico con nessuna competenza tecnica e scientifica su questi temi naturalistici?

Purtroppo questa uscita improvvisa e pervicacemente perseguita da certi ambienti politici nostrani e Associazioni di categoria mal consigliate si dimostrerà disastrosa e un boomerang proprio nei confronti della correttezza e capacità di gestire i loro ruoli ed il nostro territorio da parte di certi politicanti marchigiani di sinistra.

Ci si chiede quale serietà potranno mostrare questi politici anche nei confronti dei loro attuali “supporter“ di area venatoria quando saranno costretti ad ammettere che l’operazione è del tutto inattuabile per chiare serie e precise norme legislative?

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