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Regione Marche contro l'Ambiente, grido di allarme del WWF

Forum
26/11/2009 - Il WWF lancia l'allarme per il rischio di perdita dei valori ambientali e del paesaggio delle Marche In pericolo il benessere dei marchigiani.

Ad Eco&Equo va in mostra la societa' civile equa e solidale, attenta all'ambiente e alla solidarieta' sociale ma la Regione Marche si allontana dalla sostenibilita' ambientale.

Il WWF lancia l'allarme per il rischio di perdita dei valori ambientali e del paesaggio delle Marche. In pericolo il benessere dei marchigiani.
Due i temi centrali nel dibattito internazionale che vedono le Marche in controtendenza rispetto ad altre Regioni e in arretramento nello scenario europeo: i Cambiamenti Climatici e la Biodiversità.
Cambiamenti Climatici: il piano energetico ambientale regionale e' sostanzialmente fermo al palo, da una parte la previsione di nuove centrali turbogas (quindi a combustibli fossili) nell'area ad elevato rischio di crisi ambientale della Vallesina ed in altre Province, dall'altra la previsione di un eolico selvaggio che rischia di devastare habitat e paesaggio nelle Province di Macerata e Pesaro-Urbino perche' privo di ogni seria programmazione territoriale e guidato solo dalla speculazione dettata da interessi privati.
Gli investimenti delle poche risorse pubbliche sono state finalizzati alla realizzazione di grandi opere, come la quadrilatero, che confermano un modello di mobilita' e trasporti basato sulla gomma contrario ad ogni seria politica di contrasto ai cambiamenti climatici. Inoltre ciò determina un consumo del suolo indotto anche dai cosidetti piani di area vasta che colloca le Marche ai primi posti in Italia per perdita irreversibile di territorio sotto il cemento e l'asfalto.

Biodiversita': alla vigilia dell'Anno internazionale della Biodiversita' la Regione Marche anche su questo tema va in controtendenza. Recentissima la decisione di riduzione delle aree dei siti Natura 2000, il principale strumento per la conservazione della Biodiversita' voluto dall'Unione Europea per rispettare gli impegni sottoscritti con la Convenzione Internazionale sulla Diversita' Biologica. Palese la violazione della direttiva europea nella decisione che la Giunta Regionale ha assunto nonostante il voto contrario dell'Assessore all'Ambiente Amagliani competente in materia. Cosi' come sistematica e' la violazione delle direttive comunitarie in materia di gestione faunistico-venatoria. Ma la tradizione filo-venatoria della Regione Marche non rappresenta una novita'.
Del tutto unica ed originale e' invece la decisione della Regione Marche di escludere le aree naturali protette dal beneficio dei finanziamenti previsti dai fondi europei per lo sviluppo regionale. Unico caso in Italia, dove le altre Regioni hanno fatto dei parchi le loro aree di eccellenza per la promozione turistica e per lo sviluppo di una economica sostenibile dei loro territori,le Marche invece li escludono dal beneficio diretto dei fondi che il Quadro Strategico Nazionale (lo strumento di programmazione ed indirizzo dei fondi FESR 2007 - 2013) destinano proprio alla valorizzazione sostenibile della Biodiversità e alla creazione delle infrastrutture per la rete ecologica.

Una sonora bocciatura quindi della politica ambientale della Giunta regionale presieduta dal Governatore Spacca, che conferma in questa legislatura la sua vocazione di Attila delle Marche, dove brilla la solitudine resistenza ed opposizione all'interno della sua stessa maggioranza di Governo dell'Assessore regionale all'Ambiente Amagliani.



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