Carniere vuoto nelle Marche per il Partito dei cacciatori
23/2/2010 - Soddisfazione del WWF Marche per la mancata discussione ed approvazione nell’ultima seduta utile del Consiglio Regionale delle Marche della proposta di Legge di modifica della normativa regionale sulla caccia. Sarebbe stato un inaccettabile regalo preelettorale al mondo venatorio, lo scontro continua adesso in Parlamento sulle proposte di modifica della Legge quadro nazionale
E’ stato sventato il tentativo di approvare nell’ultima seduta utile del Consiglio Regionale delle Marche la proposta di modifica dell’attuale Legge Regionale sull’attività venatoria. Una riforma che violando ancora una volta le direttive comunitarie per la tutela della fauna selvatica accoglieva le richieste della parte culturalmente più arretrata del mondo venatorio che su più fronti cerca di ottenere negli ultimi anni un allungamento dei periodi di caccia, un maggior numero di specie cacciabili e più territorio libero per una caccia senza regole e senza limitazioni. Alcuni Consiglieri regionali del PD e del PdL in modo bipartisan avevano tradotto le richieste del mondo venatorio marchigiano in una proposta di Legge che stava per essere discussa mercoledì 10 febbraio nell’ultima seduta utile del Consiglio Regionale. Dopo aver tentato di portare la proposta di legge in discussione negli ultimi tre Consigli Regionali, prima del termine della Legislatura, hanno subito una clamorosa sconfitta dovuta alla mancanza del numero legale, resa possibile dalla convergenza di numerosi Consiglieri della ormai ex maggioranza e dell'opposizione. I numeri per approvare la proposta di legge sono mancati grazie alla sensibilità di alcuni consiglieri appartenenti agli stessi partiti dei proponenti, dimostrando che l’attenzione verso la conservazione della natura e’ un tema ormai trasversale alle attuali forze politiche, così come trasversale è il sostegno strumentale alle richieste del mondo venatorio. Alla mancanza del numero legale ha contribuito sicuramente anche l'esclusione delle forze di sinistra (RC, PDCI) dalla nuova alleanza che si presenta alle prossime elezioni regionali, dovuta all'ingresso dell'UDC, i consiglieri regionali che fanno riferimento alla sinistra radicale hanno sicuramente svolto un ruolo determinante nell’opposizione alla proposta di legge e contribuito a far saltare il colpo di mano tentato dal partito dei cacciatori nell’ultima seduta utile.
Il WWF esprime soddisfazione per la conclusione di questo ennesimo scontro che aveva mobilitato negli ultimi mesi le Associazioni Ambientaliste nazionali e marchigiane (dal WWF alla LIPU ai VAS) sostenute da numerosi cittadini che avevano manifestato direttamente ai Consiglieri regionali di tutti i partiti la propria contrarietà e disappunto per l’ennesimo tentativo di stravolgere le regole per una sostenibile attività venatoria nella regione.
Se nelle Marche il pericolo è stato sventato ed il partito trasversale dei cacciatori conclude la propria Legislatura con il carniere vuoto, lo scontro continua ancora in Parlamento sulla proposta di legge del Governo di centro destra che intende eliminare i limiti della durata del calendario venatorio dal 1 settembre al 31 gennaio liberalizzando tutto l’anno la caccia e sulla proposta di Legge presentata dall’Italia dei Valori dove si vogliono eliminare i reati di caccia per l’uccisione di animali appartenenti alle specie protette più rare e minacciate in Italia e in Europa, come la lontra, la lince, il cervo sardo, il camoscio d'Abruzzo, la cicogna, il fenicottero, tutte le specie di rapaci, il cavaliere d'Italia e molte altre .
Queste proposte di Legge sono davvero indecenti, soprattutto perchè lanciate nell’Anno Internazionale della Biodiversità con la sola finalità di catturare il consenso del mondo venatorio alla vigilia di una campagna elettorale.
Il WWF chiede solo il rigoroso rispetto delle Convenzioni internazionali e delle Direttive Comunitarie, che hanno assicurato in questi anni la pace sociale tra ambientalisti e la componente più moderata e ragionevole del mondo venatorio. Alimentare nuove polemiche e conflitti con proposte di legge che farebbero tornare l’Italia al medioevo venatorio conviene solo ai singoli consiglieri regionali e parlamentari più attenti alla loro carriera politica personale che all’interesse generale del Paese.
E’ infatti noto a tutti che violare le Direttive comunitarie comporta, prima o poi, il pagamento di multe salate che ricadranno su tutti i cittadini e sulle categorie produttive, come agricoltori ed artigiani, che dipendono dalle risorse finanziarie dell’Unione Europea per i loro investimenti.
L’auspicio del WWF è che in Parlamento prevalga il buon senso dello Stato e l’interesse generale del Paese, seguendo l’esempio virtuoso della maggioranza dei Consiglieri regionali delle Marche.


